La pericolosità di un manufatto contenente amianto dipende dalla più o meno elevata capacità di rilasciare fibre e dalla conseguente possibilità che queste vengano inalate dall’uomo.

La pericolosità è pertanto legata alla coesione delle fibre al supporto a cui sono ancorate. Un supporto che trattiene energicamente le fibre di amianto, se non viene alterato nel suo stato, non costituisce fonte di pericolo. 

Per valutare la più o meno facilità di rilascio di fibre, i materiali contenenti amianto vengono classificati in materiali friabili o compatti.

Materiali friabili

Sono materiali che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione delle dita (es. ricoprimenti a spruzzo: floccati).

I materiali friabili, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre  spontaneamente, per effetto di semplici correnti d’aria, vibrazioni, infiltrazione d’acqua e ancor di più a seguito di urti, danneggiamenti, interventi di manutenzione.

Materiali compatti

Sono materiali duri in cui l’amianto è inglobato in un supporto legante che trattiene saldamente legate a se le fibre.

I materiali compatti, se in buono stato di conservazione, non costituiscono fonte di pericolo.

Il rilascio di fibre può, tuttavia, avvenire:

  • in occasione di interventi di manutenzione che comportano il taglio, la foratura o l’abrasione;
  • a causa di danneggiamenti volontari o involontari;
  • per vetustà, allorquando il legame di coesione si indebolisce.
Pericolosità dei manufatti contenenti amianto ultima modifica: 2016-08-23T04:42:19+00:00 da Dgeco Smaltimento Amianto (Eternit)