Tutte le Faq sullo smaltimento Amianto

DGeco è un'azienda specializzata nello Smaltimento Amianto a Palermo 

Amianto? Ecco cos’è

L'amianto o absesto è una fibra minerale comune in natura. Viene estratto dalle rocce silicee.

L'amianto è composto da microscristalli e si presenta come un insieme di fili sottili e affiancati.

Esistono diversi tipi di amianto a seconda della diversa struttura cristallina, i più diffusi sono:

  • la Crocidolite (amianto blu);
  • l'Amosite (amianto bruno);
  • l'Antofillite;
  • l'Actinolite, la Tremolite, il Crisotilo (amianto bianco).

Grazie alla sua struttura fibrosa l'amianto possiede molteplici proprietà come flessibilità, resistenza meccanica, al calore, al fuoco, all’aggressione chimica, all’aggressione biologica. Pannelli ed altri manufatti contenenti amianto riducono drasticamente la trasmissione del suono e del calore. Grazie alla possibilità di essere filato analogamente al cotone ed alla lana, si possono realizzare dei veri e propri tessuti. Ha anche capacità leganti con materiali cementizi e plastiche.

Legato dunque ad altri materiali o tessuto, l'amianto diviene pertanto un materiale eccellente e versatile utilizzabile in molti ambiti ed in particolare nell'edilizia.

Amianto: come lo riconosco?

La data di realizzazione di un manufatto può essere utile ad escludere la presenza di amianto, questo poiché a partire dal 1992 una legge ne vieta in Europa la produzione e dal 1994 è stata vietata anche la vendita e l'uso di manufatti contenenti amianto.

Per manufatti realizzati prima del 1992 o per i quali non si conosce la data di realizzazione, l’analisi visiva può essere utile per escludere che lo stesso sia costituito da materiali che possano contenere amianto.

Nel caso in cui anche l’analisi visiva lasci dei dubbi,  è necessario effettuare un campionamento ed un'analisi del materiale.

I metodi di analisi prevedono l’uso del microscopio ottico a contrasto di fase o della microscopia elettronica a scansione.

Quanto amianto c’è ancora in Italia?

I materiali contenenti amianto, come i serbatoi in amianto,  sono largamente diffusi in tutta Italia poiché nonostante la messa al bando del 1992 il suo utilizzo prima di questa data era tale da essere ancora oggi molto diffuso su tutto il territorio nazionale.

Compatto o friabile. Che differenza c’è?

L’amianto può essere legato all’interno di un altro materiale come il cemento o plastiche come il PVC e molti altri materiali. In questi casi si parla di amianto compatto, le fibre di amianto si liberano soltanto quando il materiale si rompe o la sua superficie è logora o non più perfettamente integra.

Un esempio di amianto compatto legato al cemento sono i manufatti in cemento amianto come le lastre ondulate delle coperture in eternit, le lastre piane delle pareti coibentate, i serbatoi d’acqua, le canne fumarie, le tubazioni, le fioriere, le pensiline e molti altri manufatti.

Quando le fibre di amianto non sono legate ad alcun materiale o quando sono legate debolmente si parla di amianto friabile. Tali materiali sono riconoscibili poiché si sbriciolano con una lieve pressione o addirittura con il semplice tocco.

Alcuni esempi di amianto friabile sono le coibentazioni di tubi, le guarnizioni di caldaie,  i rivestimenti coibentanti o fonoassorbenti.

Che danno può causare l’amianto alla salute?

L’amianto è cancerogeno cioè può provocare diversi tumori. I tumori causati dall’amianto si generano a causa dell’inalazione delle fibre ed il loro permanere nelle vie respiratorie profonde. Tali fibre infatti rimangono all’interno dell’organismo e non riescono ad essere eliminate neanche dopo molti anni.

I materiali contenenti amianto più pericolosi sono i materiali del tipo friabile oppure i materiali compatti danneggiati o non in perfetto stato di conservazione.

Quando l’amianto è pericoloso?

I materiali che contengono amianto, come i serbatoi in  eternit,  costituiscono pericolo solo quando liberano fibre nell’aria. Ciò accade nel caso di materiali del tipo friabile o anche nel caso di materiali del tipo compatto, lastre, serbatoi, tubazioni e canne fumarie rotti o che presentano la superficie danneggiata o comunque non in buono stato.

Nonostante la grande resistenza dei materiali contenenti amianto l’esposizione alla pioggia ed al vento ha causato nella maggior parte dei casi l’invecchiamento della superficie dei manufatti. Dato che il divieto di vendita risale al 1994, i più recenti di questi manufatti,infatti, hanno ormai oltre 22 anni.

Devo rimuovere l’amianto sempre?

No, non è sempre necessario rimuovere i manufatti che contengono amianto. Diviene obbligatoria la rimozione solo in caso di danneggiamenti diffusi. Nel caso delle coperture  in amianto ad esempio quando il danneggiamento (rotture, crepe, superficie logora o ricoperta da licheni) supera il 10% della superficie. Sotto questa soglia si può scegliere un incapsulamento o un restauro. Nei casi in cui il manufatto è in perfette condizioni è tuttavia obbligatorio monitorare nel tempo lo stato di conservazione del manufatto e relazionare agli uffici dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Chi rischia con l’amianto?

Sicuramente la categoria che rischia maggiormente sono i lavoratori delle industrie che confezionavano manufatti contenenti amianto. Seguono i membri delle loro famiglie ed i lavoratori nelle aziende che rimuovono i manufatti contenenti amianto. Purtroppo non è esente da rischio anche chi non ha mai lavorato con l’amianto. L’esposizione accidentale a rilasci di fibre nell’ambiente in cui si vive o lavora infatti genera un rischio minore ma non pari a zero.

Che malattie provoca l’amianto?

L’inalazione di fibre di amianto può provocare anche a decenni di distanza gravi malattie dell’apparato respiratorio e della pleura, la membrana che avvolge ogni polmone.

All’esposizione alle fibre di amianto anche a basse dosi sono associati diversi tipi di tumore altamente maligni e l’asbestosi grave malattia del sistema respiratorio con complicazioni cardiocircolatorie.

Dove si trova l'amianto?

L’amianto ed i materiali che lo contengono hanno avuto in passato larghissima diffusione. Le caratteristiche delle fibre di amianto hanno consentito di utilizzare questi materiali in moltissimi settori. Più comunemente si possono trovare manufatti che contengono amianto fra i materiali da costruzione. Ad esempio è molto frequente trovare coperture, serbatoi idrici, tubazioni, canne fumarie in amianto e fioriere realizzate con cemento amianto.

Come faccio a sapere se un manufatto contiene amianto?

Si può cominciare identificando la data di realizzazione del manufatto. Se tale data è certa e successiva al 1994 il manufatto non può contenere amianto.

Se la data è precedente al 1994 si può cercare una stampigliatura o una scritta del tipo FIB-CEM oppure FIBRO CEMENTO o simili. In tali casi il produttore del materiale ha voluto esplicitare che il materiale è del tipo fibro cemento ma non contiene fibre di amianto.

In assenza di queste indicazioni anche l’aspetto può aiutare un tecnico specializzato ad identificare i manufatti che non contengono amianto. Infatti nel settore edile e nel caso delle lastre ondulate in particolare, alcuni produttori hanno dato forme e colori “speciali” ai manufatti che non contenevano amianto.

Se le fattezze del manufatto non consentono una certa esclusione della presenza di fibre di amianto allora è possibile un campionamento ed un’analisi in laboratori accreditati in Italia da ACCREDIA e specializzati nella ricerca di fibre di amianto.

E’ consentito l’uso di amianto?

La Legge n.257 del 1992 vieta la produzione di manufatti contenenti amianto. Un suo Decreto attuativo del 1994 ne vieta l’uso e la vendita.

Quali sono le leggi che riguardano l’amianto?

Puoi andare alla nostra sezione dedicata.

link Normativa Amianto

Ho l'obbligo di comunicare la presenza dell'amianto?

Si, se si tratta di materiali friabili che possono subire danni anche accidentalmente o nel caso di manufatti che presentano danni anche se di lieve entità. Chi rientra nei casi descritti deve predisporre un “Piano di Manutenzione e Controllo” conforme al D.M. 06/09/1994.

In Sicilia, inoltre, la LEGGE 29 aprile 2014, n. 10 “Norme per la tutela  della  salute  e  del  territorio  dai  rischi derivanti dall'amianto” prevede che per qualsiasi manufatto contenente amianto privati e società segnalino la presenza del manufatto all’ARPA. Nel caso di materiali friabili la segnalazione va estesa anche all’Azienda Sanitaria Provinciale.

Nella sezione modulistica troverai la documentazione necessaria.

 

A chi mi devo rivolgere per sapere se un manufatto contiene amianto?

I tecnici che sono formati ed abilitati a questo tipo di riconoscimento posseggono la qualifica di “Coordinatore addetto alle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’Amianto”, ai sensi dell'art. 10 com.2h della Legge n. 257/92 e articolo 10 del D.P.R. 8/08/1994. I tecnici DGeco sono tecnici abilitati.

Quali operazioni occorre eseguire in caso di accertata presenza di amianto?

Se il manufatto che si sospetta contenere amianto, ad esempio una canna fumaria in eternit,  è rotto o in cattive condizioni è opportuno coprirlo subito con un telo plastico a perdere. Dopo è necessario chiamare una ditta specializzata iscritta all’apposito registro dell’Albo Gestori Ambientali che provvederà alla messa in sicurezza del manufatto.

Dgeco è una Ditta Specializzata iscritta all'Albo Gestori Ambientali.

In questo ed in tutti gli altri casi, un tecnico abilitato potrà consigliarvi sulla scelta tra le diverse opzioni disponibili e cioè tra lasciare il manufatto in sede inalterato e redigere un Piano di Manutenzione e Controllo, oppure restaurare il manufatto o incapsularlo o, infine, rimuovere il manufatto.

Al tecnico andranno fornite tutte le informazioni conosciute su anno di fabbricazione del manufatto, precedenti interventi su di esso, possibilità di danneggiamenti futuri in funzione delle attività che vi si svolgono intorno.

Quali sono gli obblighi del Proprietario o di un amministratore di condominio?

Secondo il DM 06/09/94 , “Dal momento in cui viene rilevata la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio, è necessario che sia messo in atto un PMC (Programma di Controllo e Manutenzione) al fine di ridurre al minimo l'esposizione degli occupanti. Tale programma implica mantenere in buone condizioni i materiali contenenti amianto, prevenire il rilascio e la dispersione secondaria di fibre, intervenire correttamente quando si verifichi un rilascio, verificare periodicamente le condizioni dei materiali contenenti amianto.”

Il proprietario e/o il responsabile dell'attività ha, quindi, l'obbligo di far redigere un PMC da tecnici abilitati.

I tecnici DGeco sono tecnici abilitati alla redazione del PMC.

In Sicilia inoltre è previsto che per qualsiasi manufatto contenente amianto privati e società segnalino la presenza del manufatto all’ARPA. Nel caso di materiali friabili la segnalazione va estesa anche all’Azienda Sanitaria Provinciale.

Nella sezione modulistica troverai la documentazione necessaria.

 

Cosa bisogna fare se il manufatto in amianto è danneggiato?

Se a seguito della redazione del PMC (Programma di Controllo e Manutenzione), il manufatto risultasse danneggiato occorre intervenire con una delle tecniche di bonifica.

Come si bonifica l’amianto?

Le possibili bonifiche sono tre.

  1. Il primo tipo di bonifica consiste nella rimozione del manufatto contenente amianto attraverso specifiche procedure dettate per legge e controllate dalle ASP competenti.
  2. Il secondo tipo di bonifiche prevede l’incapsulamento dell'amianto ossia la verniciatura del manufatto con vernici specifiche che creano una pellicola resistente lungo la superficie del manufatto, ciò al fine di impedire il rilascio di fibre di amianto.
  3. Il confinamento infine prevede la creazione di una barriera fisica attorno al manufatto.

L’incapsulamento ed il confinamento non allontanano il manufatto dall’edificio pertanto occorre monitorarlo nel tempo attraverso un Programma di Controllo e Manutenzione redatto da un tecnico abilitato.

Per tutte e tre le tecniche di Bonifica e per la redazione del Programma di Controllo e Manutenzione
puoi rivolgerti a DGeco. Vai alla pagina contatti

Come viene smaltito l’amianto?

Lo smaltimento più conveniente oggi consiste nello stoccare i rifiuti contenenti amianto all’interno di specifiche discariche. Esistono altri metodi di smaltimento che prevedono la distruzione termica delle fibre di amianto o il loro dissolvimento tramite reagenti. Tali tecniche non sono ancora largamente utilizzate a causa degli elevati costi.

A chi posso rivolgermi per smaltire l’amianto?

Solo le società iscritte all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 10 possono occuparsi della bonifica dell’amianto. I manufatti contenenti amianto possono essere manipolati soltanto adottando specifiche procedure di sicurezza che evitano il rilascio anche accidentale di fibre di amianto. Per tale motivo solo le imprese che posseggono gli strumenti e le conoscenze specialistiche possono occuparsi della bonifica dell’amianto.

DGeco è iscritta all'Albo Gestori Ambientali.

Gli operatori appartenenti a tali imprese devono essere formati e addestrati in conformità all'articolo 10 della Legge n. 257/92 e all’articolo 10 del D.P.R. 8/08/1994. Per tale motivo devono essere in possesso di un “Patentino” ottenuto attraverso il superamento di un esame al termine di un corso specifico. Anche il personale tecnico deve superare un esame al termine di un corso “gestionale” dedicato.

Il Personale DGeco ha ottenuto i “Patentini” come operatori per la bonifica di manufatti in amianto.

A chi posso rivolgermi per smaltire l’amianto?

Solo le società iscritte all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 10 possono occuparsi della bonifica dell’amianto. I manufatti contenenti amianto possono essere manipolati soltanto adottando specifiche procedure di sicurezza che evitano il rilascio anche accidentale di fibre di amianto. Per tale motivo solo le imprese che posseggono gli strumenti e le conoscenze specialistiche possono occuparsi della bonifica dell’amianto.

Sono previste sanzioni previste per chi effettua la bonifica amianto senza la necessaria autorizzazione?

I manufatti contenenti amianto una volta rimossi diventano rifiuti pericolosi. Per la gestione non autorizzata di tale genere di rifiuti è previsto la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da € 2.600,00 a € 26.000,00 (art.256 D.Lgs. 152/06 e s.m. e i.).

Chi commissiona i lavori di bonifica dell'Amianto è esente da responsabilità?

Chi possiede manufatti contenenti amianto e decide di bonificarli ha l’obbligo di accertarsi che il soggetto al quale stà affidando i lavori possegga tutte le autorizzazioni previste.

Inoltre ad incarico affidato, il proprietario del manufatto deve verificare che vengano effettuate le comunicazioni agli uffici Aziende Sanitarie Provinciali competenti ed a smaltimento avvenuto deve chiedere copia del documento di trasporto a smaltimento cioè il Formulario di Identificazione Rifiuto (FIR) dove sono riportati i soggetti coinvolti, il luogo oggetto di bonifica ed i manufatti rimossi.

Come verifico che la società che deve bonificare l’amianto sia abilitata?

Prima di sottoscrivere il contratto per la bonifica dei manufatti in cemento amianto il proprietario deve richiedere l’iscrizione alla camera di commercio e l’iscrizione in corso di validità alla categoria 10 dell’Albo Gestori Ambientali.

Amianto ed Eternit sono la stessa cosa?

No, con amianto si intende un gruppo di minerali dall’aspetto filamentoso e dalle molte proprietà. La Eternit era una ditta che produceva manufatti in cemento amianto. Il nome Eternit inoltre era stato registrato dalla stessa ditta coma marchio per quel tipo di manufatti.

La Eternit era una grande produttrice di manufatti in cemento amianto ma non l’unica. Esistevano infatti su tutto il territorio nazionale diverse industrie che producevano cemento amianto.

Chi effettua i controlli per verificare la pericolosità del cemento-amianto eternit?

Sono principalmente le Aziende Sanitarie Provinciali ad effettuare i controllo sull’amianto. Diversi uffici si occupano di diversi controlli.

Vengono controllati i manufatti presenti sul territorio, il loro stato di conservazione, il pericolo che possono generare e la sussistenza di un adeguato controllo da parte del proprietario.

Altri uffici delle ASP controllano le azienda che bonificano l’amianto. Vengono verificati la formazione degli addetti, il loro controllo medico, i dispositivi di protezione di cui sono dotati, la correttezza formale delle procedure di bonifica contenute nei documenti ricevuti con i quali le aziende dichiarano di rimuovere i diversi manufatti in cemento amianto ed, infine, in cantiere la corretta applicazione di queste procedure.

Altri enti che si occupano di controlli sull’amianto sono l’ARPA, gli uffici Ambiente dei Comuni, il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, la Polizia Municipale.

Che cos’è il Piano di Lavoro?

E’ il documento con il quale le aziende, che devono bonificare manufatti contenenti amianto, comunicano alle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) le procedure che intendono adottare ed il possesso dei requisiti previsti per legge per queste attività, come previsto dall’art. 256 del testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08.

Il Piano di Lavoro rimane depositato presso l’ASP per 30 giorni per la bonifica, infatti, è sufficiente il silenzio assenso. Solo dopo questo lasso di tempo è possibile eseguire la bonifica.

Fanno eccezione alcune specifiche circostanze in cui il trascorrere dei 30 giorni può causare danni a cose o persone. In questi casi è possibile chiedere all’ASP, con il pagamento di un bollettino postale, una procedura d’urgenza ed il rilascio di un Nulla Osta scritto in tempi più brevi.

Anche se incapsulo e non rimuovo devo comunicarlo all’ASP e chiamare una ditta specializzata?

Si, l’incapsulamento dell'amianto è un tipo di bonifica e pertanto deve essere comunicato alle Aziende Sanitarie Provinciali ed affidato ad una Società iscritta all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 10.

Ci sono incentivi per le famiglie?

Si, la rimozione dei manufatti in cemento amianto come serbatoi idrici, vasche di espansione, pluviali, colonne di scarico, canne fumarie, coperture, tettoie, lastre ondulate, vasi, fioriere ed altri manufatti è assimilata alle attività di ristrutturazione edilizia e pertanto gode delle stesse agevolazioni fiscali.

E’ dunque possibile detrarre il 50% delle spese di rimozione amianto dalle dichiarazioni dei redditi successive all’anno di rimozione. L’unico adempimento che viene richiesto è il pagamento tramite bonifico bancario specifico per ristrutturazione edilizia.

Ci sono contributi a fondo perduto per le aziende?

Si, ci sono contributi destinati alle aziende. Annualmente è possibile partecipare a dei bandi in cui l’INAIL mette a disposizione dei fondi destinati alle aziende che rimuovono manufatti in cemento amianto come coperture in lastre ondulate, tettoie, tubazioni, colonne di scarico, pluviali, canne fumarie ed altri manufatti in Eternit o altri tipi di cemento amianto. Ciò al fine di rendere più sicuro e salubre l’ambiente di lavoro dell’azienda.

Ci sono incentivi per le aziende?

Si, ci sono incentivi destinati alle aziende. E’ possibile usufruire del credito di imposta per il 50% delle spese sostenute per la rimozione di manufatti in cemento amianto come tettoie, coperture in lastre ondulate, , tubazioni, colonne di scarico, pluviali, canne fumarie ed altri manufatti in Eternit o altri tipi di cemento amianto.

Credito d’imposta per bonifica amianto, chi ne può usufruire?  Come si può accedere a questo tipo di agevolazione fiscale?

Il credito di imposta è un’agevolazione fiscale riservata alle imprese che bonificheranno dall’amianto nell’arco del 2016 capannoni, fabbricati, strutture produttive in genere. Il credito di imposta è del 50% per importi almeno pari a 20.000 euro e distribuito in quote uguali nell’arco dei successivi tre anni fiscali cioè 2017, 2018 e 2019.

Ci sono convenzioni?

Si, alcuni comuni mettono a bando tariffe agevolate per i cittadini che intendono bonificare manufatti contenenti amianto come coperture in lastre ondulate, pannelli piani verticali, tettoie, colonne di scarico, pluviali, canne fumarie ed altri manufatti in Eternit o altri tipi di cemento amianto. In pratica l’impresa di smaltimento amianto che offre tariffe di rimozione più vantaggiose sarà quella indicata dal comune ai cittadini che intendono bonificare le proprie abitazioni dall’amianto.

Quanto costa presentare all'ASP la pratica per lo smaltimento dei manufatti in amianto?

Presentare presso gli uffici delle Aziende Sanitarie Provinciali ASP il Piano di Lavoro per la bonifica di manufatti contenenti amianto ed avviare così l’istruttoria è gratuito ma prevede un silenzio assenso dell’ASP trascorsi 30 giorni dalla consegna formale del Piano di Lavoro. Se per motivi di salubrità o sicurezza occorre intervenire prima di 30 giorni si può richiedere, versando tramite bollettino sul conto corrente postale dell’ASP una tassa di 52,00 €, il rilascio di un Nulla Osta scritto in tempi più brevi.

Il Piano di Lavoro deve essere inoltrato da una ditta specializzata iscritta all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 10.

Nei preventivi DGeco è compresa la stesura e l’inoltro dei Piani di Lavoro e delle notifiche presso gli uffici ASP di competenza.

L’impresa di rimozione amianto che presenta il Piano di Lavoro all’ASP deve anche presentare il POS al Coordinatore?

Nei casi in cui il D.Lgs.81/08 Testo unico sulla sicurezza prevede la presenza di un Coordinatore per la Sicurezza, questo deve ricevere e convalidare il POS di tutte le aziende coinvolte nei lavori dunque anche dell’impresa di bonifica dell’amianto. 

Durante la bonifica di amianto, in altre parti dell’edificio essere eseguiti altri lavori o possono sostare inquilini?

Nei cantieri ove si bonifica amianto non deve esserci alcuna interferenza con altre attività siano esse edili che di altro tipo. L’impresa che bonifica amianto deve identificare e circoscrivere un’area con cartelli e nastri segnalatori, all’interno di quest’area potranno accedere solo gli addetti alla bonifica del’amianto. L’estensione di quest’area varia di caso in caso e viene definita nell’ottica di scongiurare che soggetti sprovvisti dei necessari dispositivi di protezione possano entrare in contatto con fibre di amianto disperse accidentalmente durante la bonifica.

Bisogna sempre attendere 30 giorni per rimuovere l’amianto o c’è una procedura più veloce?

La procedura ordinaria prevede il deposito presso gli uffici delle Aziende Sanitarie Provinciali del Piano di Lavoro per 30 giorni.  In casi specifici di emergenza ove non si può attendere per motivi di sicurezza o salubrità le ASP autorizzano il Piano di Lavoro in via d'urgenza rilasciando un Nulla Osta scritto previo pagamento di una piccola tassa.

Le coperture di cemento amianto sono calpestabili?

No, molti infortuni sul lavoro a volte mortali sono causati proprio dal pedonamento delle coperture in cemento amianto. Le lastre nuove appena realizzate avevano una portanza di circa 80 kg al metro quadro se poggiate su sostegni a due metri di distanza. Tale portanza non è sufficiente a sostenere il peso di un uomo considerando inoltre che lastre che hanno ormai almeno 22 anni hanno perso parte della propria resistenza meccanica.

Se mi accorgo di una bonifica dell’amianto senza autorizzazione chi posso avvisare?

Si può avvisare al Polizia Municipale, i Carabinieri, il Dipartimento SPRESAL dell’Azienda Sanitaria Provinciale o l'Ufficio Ambiente del Comune.

A chi posso segnalare un manufatto contenente amianto?

Si può inoltrare una segnalazione all’Azienda Sanitaria Provinciale o l'Ufficio Ambiente del Comune.

L’acqua contenuta nei serbatoi in amianto si può bere?

Si, non è provato che eventuali fibre di amianto contente nell’acqua siano cancerogene o pericolose in generale. Tuttavia serbatoi in amianto la cui superficie è deteriorata possono rilasciare nell’aria fibre respirabili di amianto. Sono queste che se inalate possono causare a distanza anche di molti anni alcuni tipi di tumore.

Che sanzione è prevista per chi abbandona l’amianto?

Le sanzioni per l’abbandono dell’amianto che è un rifiuto pericoloso sono doppie rispetto a quelle previste per un rifiuto non pericoloso. Le sanzioni variano da 600 € a 6.000 € secondo l’articolo 34 del D.Lgs. 205/10. A queste sanzioni si aggiunge l’obbligo di rimuovere e smaltire l’amianto abbandonato, bonificare il sito di abbandono e ripristinare lo stato dei luoghi.

E’ possibile gettare l’amianto nel cassonetto dei rifiuti?

No, il cemento amianto come l’Eternit, ad esempio, è un rifiuto pericoloso pertanto può essere bonificato e smaltito solo tramite una ditta specializzata iscritta all’Albo Gestori Ambientali alla categoria 10.

FAQ Amianto ultima modifica: 2017-02-09T04:40:40+00:00 da Dgeco Smaltimento Amianto (Eternit)