08 Mar

Questa è la storia della lunga agonia e della breve vita del parco Ninni Cassarà di Palermo.

Ben 30 ettari di verde dotati di parco giochi, prato all’inglese, percorsi ciclo-pedonali, laghetto, pista di pattinaggio, e ben presto verrà affidato il bando per la biblioteca, caffè letterario e anfiteatro.  

Titolava così, il 28 novembre 2011, il giornale on line Alqamah.
Sembrava essere iniziata una nuova era per Palermo e per i palermitani che in pochissimo tempo si erano affezionati al nuovo parco, in una comoda posizione da raggiungere e vicinissimo alla cittadella universitaria. Ma è durato poco, pochissimo.

Già qualche mese dopo l’apertura, il grande pericolo amianto era stato denunciato da Striscia la Notizia, dietro segnalazione dei cittadini.
Sotto lo splendido tappeto verde si nascondeva una pericolosa bomba ecologica.
Non solo amianto, ma metalli pesanti, sostanze inquinanti, rifiuti industriali.

Nell’aprile 2014 il parco è stato chiuso su ordine del tribunale, dopo le analisi del terreno e l’effettivo riscontro della presenza di amianto.
Ad oggi, dopo due anni, la situazione è completamente paralizzata con un continuo ping pong tra le amministrazioni e gli uffici competenti.

Ad aprile si aspettavano delle date certe che non sono mai arrivate.
E se già entro l’estate si pensava di avere in mano dati chiari e certi sul livello di inquinamento dell’area, ad oggi continua tutto a sembrare un’odissea.

Quando la procura sequestrò i 28 ettari di verde, divise il parco in due aree. Quella rossa, la più inquinata, abbracciava il versante di via Ernesto Basile.Quella verde, la meno inquinata, il lato del grande prato all’altezza di corso Pisani. Se dalle analisi dovesse emergere che in effetti la zona attorno a Villa Forni è fuori pericolo, l’amministrazione la riaprirebbe subito. «Ma senza il conforto delle analisi non possiamo prenderci questa responsabilità» ha dichiarato l’assessore Marino a Repubblica ad aprile scorso.
 Mobilita Palermo, grande pungolo per l’amministrazione e voce obiettiva sulla questioni ambientali nel territorio, ha più volte testimoniato la totale paralisi della situazione.
Oggi le aree verdi sembrano essere costantemente curate, i viali puliti, e questo sembra già essere un buon punto di partenza, ma non viene data nessuna risposta su quelli che sono i rischi per i cittadini che vivono nei dintorni e le gravi conseguenze per l’eventuale permanenza nel terreno dei pericolosi agenti inquinanti.Ecco qualche scatto pubblicato sul portale palermo.mobilita.org

Parco Ninni Cassarà Palermo - Dgeco

Parco Ninni Cassarà Palermo - Dgeco

Parco Ninni Cassarà Palermo - Dgeco

Il prato è curato, ma nessun bambino può correrci spensierato, nessuno sportivo può divertirsi tra i viali e nessuna mamma può sperare di far respirare un po’ di aria buona e sana ai suoi figli.

La storia del Parco Ninni Cassarà è triste e breve, la parola fine non è stata ancora messa, ma la sconfitta c’è già.

La lunga agonia e la breve vita del Parco Ninni Cassarà da ninni gullo