28 Lug

La pericolosa presenza di fibre di amianto  nell’acqua che beviamo e utilizziamo per le attività quotidiane: rischi e provvedimenti inattuati.

La presenza di fibre di amianto nell’acqua potrebbe creare dannosissimi problemi alla salute. Lo affermano numerosi studi sollecitati dai cittadini, che periodicamente sollevano il problema amianto nell’acqua.
Le domande sono chiare: sono presenti, e in che misura, pericolose tracce di amianto nei chilometri di tubazioni in cemento-amianto

L’acqua contenuta nei vecchi serbatoi  in Eternit è pericolosa?

L’acqua viene utilizzata nelle attività quotidiane e spesso ingerita, quanto amianto inaliamo e ingeriamo senza pensarci?

La qualità dell’acqua che usiamo per lavare i nostri bambini, che beviamo ogni giorno, che utilizziamo per cucinare dovrebbe essere di interesse comune e soprattutto garantita.

amianto nell'acqua - Dgeco

I tubi in cemento amianto degli acquedotti hanno di gran lunga superato i cinquant’anni di posa, alcuni di questi potrebbero seminare fibre nocive nell’acqua che ogni giorno esce dal rubinetto. Acqua utilizzata per cuocere la pasta, lavare la verdura, preparare il caffè o per dissetarci. Per tutta risposta alcuni amministratori hanno prospettato, nella migliore delle ipotesi, anni per la sostituzione delle tubature degli acquedotti e ulteriori monitoraggi.

Oggi si tende a nascondere la questione e rimandare continuamente le conclusioni finali di questi importantissimi studi, in particolare per quel che riguarda l’acqua potabile.

L’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Agenzia Europea per l’Ambiente non hanno mai voluto concludere che le malattie mortali e gravi provocate da amianto possano essere derivate dall’ingerimento delle particelle killer , ma non hanno mai escluso l’ipotesi mettendo nero su bianco le rassicurazioni ai cittadini.
Ad oggi, non esistono studi sufficienti che escludano con certezza l’insorgenza di tumori maligni e la letteratura ufficiale della più grande organizzazione di tutela della salute dei cittadini si ferma agli anni ’90. Come se l’acqua non fosse un bene primario.

Si continua a non dare risposte e tacere alle continue richieste dei cittadini che, da nord a sud, chiedono la bonifica dei territori dall’amianto.
Evidenze scientifiche e studi incorso si intrecciano creando una vera e propria maglia di incertezze e mancate risposte.

Negli studi a firma dell’Unità Ospedaliera di Medicina del Lavoro di Cremona e Padova, richiesti dal comune di Reggio Emilia, si afferma che

“ è accertato, diversamente, che nel momento in cui si utilizza l’acqua, contenente fibre di amianto, per l’igiene della casa, l’evaporazione dell’acqua libera fibre di amianto con la conseguenza che l’inalazione delle stesse diviene dannosa per la salute”

Ma il problema non riguarda solo l’evaporazione delle componenti di amianto infatti, si legge nella documentazione:

“le fibre di amianto direttamente ingerite oppure inalate e, quindi, in parte inghiottite, raggiungerebbero gli organi dell’apparato gastroenterico e, penetrandone la parete, svolgerebbero la loro attività cancerogenica risiedendo in loco per decine di anni, così come avviene nel tessuto polmonare”.

amianto nell'acqua - Dgeco

I dati epidemiologici  fanno emergere “una più alta incidenza di patologie gastrointestinali e delle vie biliari tra i lavoratori esposti ad amianto e tra i cittadini che hanno ingerito amianto disciolto nell’acqua.
I dati esposti dall’Ona hanno confermato le conclusioni dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che ribadiscono che esistono prove sufficienti per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto per l’uomo. “Provoca il mesotelioma, il cancro del polmone, della laringe, e dell’ovaio. Inoltre sono state osservate associazioni positive tra l’esposizione a tutte le forme di amianto e cancro della faringe, stomaco, colon-retto. Esistono prove sufficienti negli animali per la cancerogenicità di tutte le forme di amianto. Tutte le forme di amianto sono cancerogeni per l’uomo” precisando inoltre che “l’ingestione di amianto è considerata esposizione primaria al pari dell’inalazione”.

Le polemiche scatenatesi a Reggio Emilia hanno perfino innescato l’interesse della Procura della Repubblica di Reggio che ha incaricato poi Arpa di svolgere controlli di polizia giudiziaria.
La risposta da parte di Arpa è stata eloquente: bonificare le tubature in amianto e di accelerare il processo in corso in tutto il territorio emiliano.

Ad oggi, però, non sono ancora stati stabiliti, nella normativa italiana e comunitaria, limiti di concentrazione di amianto per le acque destinate al consumo umano.

A livello internazionale, gli unici riferimenti a limiti di residui sono contenuti in indicazioni degli Stati Uniti, dove viene presa in considerazione la possibilità che l’amianto eventualmente contenuto nell’acqua possa contribuire ad aumentare il livello di fondo delle fibre aerodisperse e, quindi, il rischio legato alla possibile assunzione per via inalatoria.

Oggi c’è un evidente intorpidimento dei provvedimenti efficaci che possono veramente tutelare la salute dei cittadini.

Cosa fare per prevenire l’inquinamento delle acque dall’Amianto?

Necessita operare una corretta bonifica dei manufatti in amianto (meglio conosciuto come Eternit) quali Serbatoi e Tubazioni, affidandosi ad un’Impresa specializzata nella bonifica, smaltimento, rimozione e trasporto dell’amianto e regolarmente abilitata a svolgere la bonifica.

Dgeco è un Impresa specializzata nella bonifica da amianto ed opera in totale sicurezza per la bonifica da amianto, sostituzione di tubature e serbatoi in particolare, opera per la messa in sicurezza del luogo dal quale l’Eternit è stato rimosso, per la tutela dal pericolo amianto delle persone presenti nelle vicinanze, il trasporto dei rifiuti pericolosi contenenti amianto prodotti in fase di bonifica e lo smaltimento dei materiali rimossi presso impianti autorizzati alla ricezione di rifiuti contenenti amianto.

RICHIEDETE SUBITO INFORMAZIONI O SCOPRITE DI PIÙ SULLO SMALTIMENTO DI AMIANTO.

La pericolosa presenza di amianto nell’acqua ultima modifica: 2016-07-28T14:15:45+00:00 da Federica Barbera